La non vita da tastiera.

Ore 08.00 in punto di un giovedì mattina caldissimo, Marco, 13 anni, sarebbe dovuto essere a scuola e sostenere l’interrogazione fondamentale per concludere al meglio il quadrimestre. Marco, però, a scuola non è mai arrivato e l’interrogazione non ha avuto e non avrà mai luogo. Marco, 13 anni, si è suicidato. Domani leggeremo sui giornali che si è gettato giù come un sasso dall’ottavo piano di un palazzo in Via Verdi. Il paese è in completo silenzio ma i muri freddi e grigi fanno trapassare le grida della madre e l’asfalto delle strade beve le sue lacrime come un assetato in mezzo al Sahara. Marco ha lasciato una lettera “Mamma, non mi sento adatto a questo mondo, non ce la faccio. Mi dispiace”.

Come può, mi chiedo io, un ragazzino di 13 anni non sentirsi adatto ad un modo che ancora nemmeno conosce? Purtroppo è possibile. Nel 2017 abbiamo tutto, ma davvero tutto e anche di più, attraverso i social network i ragazzini fanno parte di un mondo assolutamente irreale in cui anche solo il numero di like e follower influenza la felicità degli stessi e innesta in alcuni di essi una sorta di depressione. Questo mondo fa paura. Nel 2040 avremo un sacco di ragazzi dotati di doti tecnologiche avanzate e i pochi che avranno la fortuna di crescere saranno degli adulti infelici che amano i fiori ma li strappano dalla natura per fotografarli e postarli come nuova immagine del profilo Facebook.

Francesca Usai

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...