#Rubrica della domenica.

 OLYMPE DE GOUGES

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La protagonista di oggi, Olympe de Gouges pseudonimo di Marie Gouze nasce a Montauban il 7 maggio 1748, è una femminista convinta e una rivoluzionaria per eccellenza, personaggio purtroppo conosciuto da pochi ma che ha influenzato notevolmente la situazione della donna durante il periodo della rivoluzione francese.

Durante la rivoluzione, la casta era costruita su un assetto aristocratico-feudale veramente gerarchico, che prevedeva al quanto svantaggiata la popolazione francese rispetto all’aristocrazia.

La rivoluzione fu uno dei primi movimenti popolari, in cui la parte trainante sono stati gli uomini e le donne appartenenti al cosiddetto 3° stato, che noi oggi definiamo il ceto medio (commercianti, professionisti, ecc…). Perché si parla di uomini e donne? Perché la rivoluzione francese è stata il primo atto di guerra civile, con barricate e assalti alla Bastiglia, la prigione dove risiedevano i detenuti politici. La marcia sulla Bastiglia fu condotta proprio da un gruppo di donne.

Durante, appunto, il periodo della rivoluzione Olympe de Gouges si fa notare pubblicando due opuscoli politici che sono stati notati e dibattuti in quel periodo, in particolare sul “Journal général de France” ma anche in altri giornali. Olympe sviluppa allora un progetto d’impostazione patriottica nella sua celebre Lettera al Popolo proponendo un vasto programma di riforme sociali e societarie nelle sue Osservazioni patriottiche.

Oggi, però, voglio soffermarmi sulla parte più importante della vita della nostra protagonista, Olympe de Gouges fa della difesa dei diritti delle donne un compito che assolve con ardore. Rivolgendosi a Maria Antonietta redige la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, ricalcata dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, nella quale afferma l’uguaglianza dei diritti civili e politici tra i due sessi, insistendo perché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che la forza del pregiudizio le ha sottratto. Ella sostiene che le donne sono capaci di assumere delle responsabilità tradizionalmente riservate agli uomini e, praticamente in tutti i suoi scritti, chiede che le donne vengano ammesse ai dibattiti politici e sociali. Scrive: «La donna ha il diritto di salire sul patibolo; ella dovrà anche avere il diritto di salire sulla tribuna.» Per prima cosa, ottiene che le donne siano ammesse a una cerimonia a carattere nazionale, « la festa della legge » del 3 giugno 1792 poi alla commemorazione della presa della Bastiglia il 14 luglio 1792.

Negli articoli della “ Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina “, Olympe de Gouge vuole che sia riconosciuta la qualità della donna come cittadina e che siano destinati a lei tutte le libertà civiche al pari degli uomini.

La Dichiarazione è composta da 17 articoli, che possono essere divisi in due parti: i diritti del cittadino (uomo) e della donna da una parte, dall’altra i diritti riferiti alla nazione.

In particolare nei primi dieci si trattava il principio della libertà, dell’uguaglianza e della proprietà privata, mentre nei restanti sette si parlava di sovranità nazionale, diritto di partecipazione alla vita politica pubblica, diritto di rappresentanza e divisione dei poteri statali.

Quella di Olympe era una Dichiarazione che non aveva l’intento di sostituire o modificare la struttura di quella già esistente del 1789, ma si trattava più che altro di un completamento, o meglio di un’apertura più specificata nei confronti della donna.

Indirizzata e dedicata alla donna al tempo più conosciuta e criticata, la regina Maria Antonietta, la Dichiarazione cerca di dare importanza e risalto alle rivendicazioni che le donne chiedono nel clima della Rivoluzione.

Nella sua vita, Olympe de Gouges ha spesso subito pregiudizi (si diceva, per esempio, che non sapesse scrivere e qualcun altro scrivesse per lei) e, nello stesso tempo, una certa ostilità da parte delle donne e dopo la sua esecuzione sarà ricordata soprattutto come una prostituta.

Bisognerà attendere la fine della seconda guerra mondiale perché Marie-Olympe de Gouges esca dalla caricatura e dall’aneddoto. Studiata, discussa, particolarmente negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania, la sua originalità, la sua indipendenza di spirito, i suoi scritti coraggiosi e la sua generosità senza fine, la sua onestà intellettuale ne fanno una delle più belle figure umaniste della fine del Settecento.

 

 

Questi problemi credo siano vivi nella nostra società ancora oggi, nonostante siano passati anni, siano state fatte lotte e rivoluzioni la donna si trova sempre un gradino sotto gli uomini. Donne, credo che il problema siamo noi, credo che dobbiamo avere più fiducia nelle nostre capacità e più forza d’animo nel far valere i nostri diritti, credo che non dobbiamo abbassare la testa davanti a nessuno, che dobbiamo smettere di vendere il nostro corpo per ottenere qualcosa.

Vorrei concludere questo articolo della mia rubrica in rosa con una citazione di Olympe de Gouge che voglio riservare e dedicare ad ognuna delle mie lettrici.Donna svegliati; la campana della ragione si fa sentire in tutto l’universo, riconosci i tuoi diritti.”

Francesca Usai

 

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